La morte non è male: perchè libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desideri. La vecchiezza è male sommo: perchè priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte e desiderano la vecchiezza.
Giacomo Leopardi
†Just Me â€
Shamain
Signore delle ombre
Come infantile e povera mi sembra ora la luce, come grato e benedetto l'addio al giorno. ۞ Novalis ۞
Aggiungimi ai preferiti.
-tuo nome al contrario:
oirad
-Anni?23
-Bianco o nero?
nero
-Cosa fai quando qualcuno ti fissa?
dipende da chi è.. lo trovo irritante, se non trovo nella persona una qualche attrattiva..
-Hai qualche fobia?
diverse.. odio i ragni, mi terrorizza il concetto stesso di tempo e il suo trascorrere.. la più grande paura è quella di annichilirmi fino a non sentire più niente.
-Mai incontrato qualcuno famoso?
no..
-Hai l'autografo di qualcuno famoso?
se ce l'ho, l'ho dimenticato.. vorrebbe dire che non era poi così famoso..
-Sei destro, sinistro o ambidestro?
destro.. ma ho gusti sinistri..
-Hai un tic nervoso?
sicuramente più d'uno..
-Mai fatto sport estremi?
no, sono troppo pigro quasi per fare quelli comuni
-Mai ucciso un ragno con la mano?
con la mano??? con l'accendino.
-Pub o discoteca?
pub, bettole.. la discoteca mi mette tristezza
-Bevanda alcolica preferita?
Amaretto Disaronno
-Caffe con o senza zucchero?
dipende
-Credi in Dio?
A modo mio
-E negli ufo?
Esistono sicuramente extraterrestri.. e se sono davvero di intelligenza superiore, non sono affatto interessati a noi.
-Piercing?
No
-Tatuaggi?
Non ancora
-Occhiali?
purtroppo
-Hai mai cucinato per qualcuno?
Si, a suo rischio..
-Il bacio piu bello?
Mentre si fa l'amore.
-Ora sei innamorato?
Si.
-Come devono essere gli occhi della persona che ami?
Sfuggenti e magnetici.
-Hai mai pianto per amore?
Non mi ricordo..
-Ti hanno mai regalato rose?
Certo che sì, con mio grande imbarazzo.
-Le hai mai regalate?
Sì, anche se vederle seccare mi mette sempre una certa tristezza.. mi sa di cattivo augurio.
- L'ultima volta che ti sei pesantemente ubriacato?
Eeeh eh eh eh!!! ^_^ (non sarà mai l'ultima :P )
-Mai fumato erba?
Eh Eh Eh.. si.. ma mai più, dopo l'ultima volta che ho vomitato..
-Mai spaccato qualche osso?
Ma mie o altrui..? Comunque no..
-Mai fatto diete troppo drastiche?
Chi io??? XD
-Ristorante o fast-food?
Dipende dai fondi monetari a disposizione..
-Quando sei incazzato urli?
Non urlo mai.
-Sai nuotare?
più che altro faccio il morto..
-Sei allergico?
A certe persone.
-Hai un migliore amico?
No.. già sono pochi quelli che considero amici, farne anche la classifica sarebbe ancora più triste.
-C'è qualcuno che ti ossessiona?
Oh sì.. -.-
-Una persona divertente?
Il papa e i politici
-Una stupida?
tutte quelle che credono davvero nelle cose che dicono (vedi sopra)
-La persona che ti conosce meglio?
La mia ragazza.
-Una di cui ti fidi ciecamente?
Non ne esistono.
-Esprimi un desiderio:
...
-Fatto?
Vagamente.. non si sa mai che porti sfiga.
-A volte sorridi solo perchè sei costretto a farlo?
Spesso.
-Il tuo cartone animato preferito da piccolo?
Pollon
-L'ultimo acquisto fatto?
le foderine nuove per la macchina
-Cosa c'è sui muri della tua camera?
Poster (Sin City, The Punisher), disegni, ritagli di giornale, cartelloni (Manara, 300)
-E sotto il tuo letto?
I batuffoli di peli non meglio identificati che prolificano e danno vita a nuove colonie di microrganismi che un giorno si evolveranno e mi butteranno fuori dalla mia camera.
-L'ultima persona che hai mandato a cagare?
chi si ricorda..? ogni tanto ci passa qualcuno.. o.o
-e come ha reagito?
continuando a dire stronzate, immagino.
-Hai qualche animale?
Lunga vita ai gatti!
-Sei timido?
Sì.
-sei onesto?
Abbastanza.
-Hai mai superato i 200 km/h?
Con la mia 500?? Ha Ha Ha!
-Vorresti avere qualche super potere?
Quello di rendere onesta la classe dirigente.
-Vorresti leggere nel pensiero di qualcuno?
Delle donne, come in quel film. :)
-Sei alto o basso?
174cm
-Buono o cattivo?
Entrambi.
†Moriae Encomium â€
La follia si definisce per essere una falsa rappresentazione della realtà , quindi sulla realtà non può che esprimersi in modo falso. Tuttavia se la realtà è falsa, ciò che su di essa predica la follia diventa vero...
۞ La mia idea del paradiso Giacere in un letto caldo caldo, senza mai il pensiero di doversi alzare, preda di un orgasmo vertiginoso che si prolunghi nel tempo per tutta l'eternità , immenso, incontenibile, e privo di ogni presupposto per l'assuefazione ad esso. Per sempre. Tutto ciò in un completo abbandono d'amore nell'essenza dell'essere amato, vissuto con impetuosa fierezza, e gioia della propria incommensurabile potenza. Una vertigine d'amore, passione, piacere dolce, morbido e caldo come miele selvatico, o ambrosia. Per sempre.
Odio
۞ Ballata del formicaio Dall'alba al tramonto, dall'alba al tramonto, ogni giorno giù a correre su viscide foglie... Giorno su giorno contando parole, per vederle poi infrangersi come incubi al sole, su scogliere di spettri scoperte e celate. Ognuno si muove. Tutti si va.
۞ Stephen King - Desperation, Il gioco di Gerald, Scheletri, Quattro dopo mezzanotte
۞ Patrick Süskind - Il Profumo
۞ Carlos Ruiz Zafòn - L'Ombra del Vento
۞ Hermann Hesse - Demian, Siddharta
۞ Filosofia, esoterismo, mistero, narrativa...
†Cinema â€
۞ Quentin Tarantino - Le Iene, Pulp Fiction, Four Rooms, Dal tramonto all'alba, Jackie Brown, Kill Bill (vol. 1 e 2), Grindhouse - A prova di morte
۞ James McTeigue - V per Vendetta
۞ R.Rodriguez, F.Miller - Sin City
۞ R.Rodriguez - Grindhouse - Planet Terror
۞ Zack Snyder - 300
۞ Oliver Stone - Natural Born Killers
۞ Bernardo Bertolucci - The Dreamers
۞ Neil Jordan - Intervista col vampiro
۞ Francis Ford Coppola - Bram Stoker's Dracula
۞ Sofia Coppola - Il Giardino delle Vergini Suicide
۞ Sam Mendes - American Beauty
۞ E.Bress, J.M. Gruber - The Butterfly Effect
۞ Ridley Scott - Blade Runner
۞ David Fincher - Fight Club
۞ David Linch - Mulholland Dr.
۞ Roger Avary - Le Regole dell'Attrazione
۞ Tim Burton - Edward Mani di Forbice, Tim Burton's Nightmare Before Christmas, Beetlejuice - Spiritello porcello, Il mistero di Sleepy Hollow, Big Fish, La Sposa Cadavere
۞ Alex Proyas - Il corvo
۞ Eli Roth - Hostel
۞ Stanley Kubrik - Arancia meccanica, Eyes Wide Shut
۞ Richard Kelly - Donnie Darko
۞ John Hughes - Breakfast Club
۞ Ricky Tognazzi - Canone inverso
۞ Matthew Vaughn - Stardust
۞ Alejandro Gonzalez - 21 grammi
۞ Tom Tykwer - Profumo
†Voli Pindarici â€
۞ Desideri da esaudire [†]Vorrei conoscere tutto. [†]Vorrei essere Dio
۞ Desideri esauditi [♦]Conoscere l'amore [♦]Possedere la capacità di emozionarmi. Malgrado tutto.
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Pure stavolta me l'hai messa in culo. Tra tutte le puttanate che avrei potuto prevedere, che tu assumessi una falsa identità e ti spacciassi per mesi e mesi per qualcun altro, guadagnandoti la mia fiducia, spingendomi ad aprirmi con te, a confidarti tutti i cazzi miei, questa no, non l'avevo prevista. Ogni volta superi te stessa, battendo nuovi record per quanto riguarda il mio disgusto per te. E non è neanche la prima volta che mi succede! Non imparerò mai. Il tempo sembra illuderti di conoscere le persone, di guadagnare rapporti di amicizia e fiducia reciproca, e tu, speranzoso, continui ad aprirti, a dare te stesso, a cercare di comunicare quello che sei, a offrire una spalla.. In cambio tutto ciò che ho ricevuto in vita mia sono state rasoiate, frottole così grosse da non crederci, tenute in piedi per anni e anni, tali da lasciarti allibito, quando inevitabilmente son trapelate. Non è proprio che io sia stupido.. è che all'inizio il primo istinto autodifensivo, o il senso critico, chiaro e tondo me lo dicono, che trattasi di stronzate.. tuttavia il tempo passa, e le balle stanno su, fin quando in uno sprazzo di ottimismo decido di credere, di fidarmi e di pensare che non esiste gente al mondo in grado di essere così falsa, così costruita, da tenere in piedi universi di cartone solo per avere una maggior presa su di te, pur di non rivelarsi per la merda che è veramente, e sentirsi un poco superiore. E' così che abbassi la guardia, così diventi cieco, e non vuoi vedere più, perchè non si può sempre vedere il male.. non sta bene, no? Ogni tanto lo si deve travestire un po'! Ma la fiducia è un vetro sottile, che una volta incrinato non si può mai riparare. Certo, i rapporti resistono, stanno in piedi come se niente fosse, ma oramai senza valore, senza trasporto, come trovarsi per caso a parlare del tempo alla fermata dell'autobus con degli sconosciuti. Questo è tutto ciò che mi è rimasto di rapporti che una volta ho considerato veri, sinceri, importanti: pubbliche relazioni. E credevo di aver imparato a farmi i cazzi miei, a diffidare di tutto e tutti, pensavo fosse sbagliato, e che in fondo, tutti meritassero almeno due possibilità. E a te... A te che di possibilità ne hai avute a milioni, in nome di un affetto che una volta c'era, ed era intenso, fraterno e reale.. a te che hai sistematicamente mandato tutto a puttane per i tuoi interessi, per i tuoi fottutissimi disturbi mentali.. cosa posso dire, adesso? Insultarti, ridicolizzarti, inveire, o ancora meglio riempirti di pugni fino a sfondarti il cranio..? Si, mi piacerebbe. Se non fosse che non voglio gettare la mia vita per togliermi una -seppure così grande- soddisfazione. No, sai che faccio? Ammetto la sconfitta. Malgrado tu sia una puttana psicotica sei sempre stata più furba, e anche stavolta l'hai dimostrato. Ammetto, dunque, che se volevi ferirmi ci sei riuscita, che se volevi farmi perdere quel briciolo di fiducia che mi era rimasta per conoscere qualcuno con cui semplicemente parlare, con cui trovare qualcosa in comune, una sintonia che dia un senso a tutta questa banalità, ci sei riuscita in pieno.
Ma tu volevi "che vedessi la tua essenza scollegata dall'immagine che io ho di te, che distinguessi il vero dal falso, le emozioni empatiche dirette dai preconcetti visivi.." Cosa cazzo dici..?!
In un certo senso hai ragione, ancora una volta ho visto la tua essenza, cioè quella di qualcuno così viscido e misero da non potersi dare un senso se non nell'inganno e nella manipolazione, così maledettamente patetico che necessita di succhiare dalla vita degli altri (quelli che ce l'hanno una vita loro), per dare un tono a sé stessa, con quell'aria saccente di chi giudica tutto senza essere niente, di chi si sente in grado di predicare a chiunque la via, ma in vita sua non è mai stata in grado di dare forma a niente, se non rancore e degrado, commiserazione e bugie.
Neanche oggi, che rivaluto il tutto a sangue freddo, saprei dire se sono più incazzato con te, oppure col fatto che sono circondato da persone miserevoli come te, o -ancora- con me stesso, ancora bambino e coglione, ancora che crede alle favole e che la gente non sia tutta cattiva, che alla norma ci siano delle eccezioni, pur se non ne vede mai, anche se basta così poco a rendermi felice.
A questo punto mi chiedo.. c'è differenza tra il mondo reale e questo virtuale? Io scrivo qui e contemporaneamente sono cosciente che ben pochi, se non nessuno, riuscirà a cogliere il vero senso delle mie parole, a capire questo stato d'animo, reinterpretandolo a modo suo, secondo la sua ottica e la realtà in cui vive.. allo stesso modo ogni giorno mi rendo conto di essere un uomo diverso per ognuna delle persone che conosco, e tuttavia nessuna di queste maschere corrisponde a quello che sento di essere io. Perdonate questa pirandellata, ma c'è da pensarci. Che cosa scriviamo a fare, se chi ci legge in realtà non cerca di leggere noi, ma ciò che gli piace e di cui trova in sé riscontro? Sto parlando di me, o forse di te, mio lettore? E c'è differenza, in fondo? Quale differenza c'è, quando tu non vedi i miei occhi, non percepisci il mio odore e ascolti ogni declinazione della mia voce, ogni tremito e impeto, non studi i miei gesti, alla ricerca, per una volta, non tanto di ciò che vuoi scoprire di te stesso riflesso in me, ma finalmente di questo ancora perfetto sconosciuto? Come posso io sapere se siete veri, voi, o se siete maschere dietro cui si celano i miei nemici? E voi? Potreste giurare che non sono io il falso, il vostro peggior nemico, qualcuno che ha costruito tutto questo solo per studiarvi, per carpire i vostri pensieri, le vostre debolezze, e strumentalizzarle ai miei scopi? Ma come si fa a fidarsi di nuovo degli altri, quando mai nessuno è disposto a mostrare il suo vero volto? E fate bene, in fondo. Ogni volta che io l'ho fatto, c'è stato qualcuno a farmene pentire.
E a te, iniziale intestataria di questa lettera.. tanto so che leggerai anche questo.. che hai di meglio da fare, quando non sei niente dietro quella maschera fatta a faccia di merda?? A te ripeto che sei un verme, e che spero che la tua esistenza ti ripaghi sempre di tutto ciò che hai seminato. Ti ringrazio, malgrado tutto, di avermi impartito questa nuova lezione di cinismo e ipocrisia. Spero di apprenderla una volta per tutte, perchè non debbano mai più scalfirmi le insensatezze tue e di tutta la gente merdosa come te. Vaffanculo.
(continua pure a dire che non è così, il tuo giudizio ha perso ogni importanza molto tempo fa, e per fortuna l'unico di cui mi frega è IL MIO!)
Shamain ha plasmato una nuova Ombra in data 15/05/2008 10:40 Sussurratemi i vostri commenti (27) ... Riferimenti:
L'umido dolciastro dei lacci mi graffiò le narici, quando, vibrante, mi riscossi le membra strangolate su quel nero mare. Mi sollevai infestato di frastuoni di macchine incongrue, urlanti come sirene d'acciaio, scavanti nei miasmi del cranio, e fu luce, sul letto e l'armadio, sui piedi e le braccia e il sudore del petto e l'odore del pelo. Lisciando lascivia sui freddi sudari, mostro i denti alla luna, di rimbecco sui vetri, e l'infranto cimelio di un vecchio ritratto risuona pungente d'un balzo scabroso, e ripugnante nudo, oscena prestanza scavalca il valico sul cielo per scaraventarsi di faccia, di forza, sull'asfalto al di fuori. L'urlo e il richiamo, e lattiginosi pulviscoli a imperlar gli occhi gracchianti all'immenso cielo. Odore di notte, di piscio di gatti e glicini crudeli su lapidi crepe, trascinano il passo, diriggono il balzo, il fiuto riecheggia di schegge irreali, colori volatili in corsa, case sferzate, strade battute, poi fronde e rami, impervi sentieri e fresco di fiume. Libero, libero, libero, libero. E cadi ai miei occhi, come l'acqua sei bella, e fredda, scintillante. Quieti nel sangue il pellegrinaggio maldestro, stillando lacrime gialle dagli occhi freddi, tutto mi riversai sulla città, sulle case, e dai tetti sui vetri, e via via rosseggiando, e riaccolto tra il fluttuare cotone, riavvolto in placenta di metallico liquame, ricado mollemente, e via il sorriso, si spegne sorriso scarlatto, riaccende il torpore, ricado in deliquio, e ricomincio a sognare.
Shamain ha plasmato una nuova Ombra in data 14/05/2008 02:01 Sussurratemi i vostri commenti (2) ... Riferimenti: racconti
L’evoluzione artistica e i relativi rinnovamenti stilistici altro non sono che il sintomo dell’evoluzione socio-storico-culturale dell’ambiente in cui si sviluppa, e secondo quest’ottica di rinnovamento, atto a stupire e destare meraviglia nell’osservatore, ogni novità, ovvero l’inedito, potrebbe definirsi come “avanguardistica. E’ tuttavia il tempo a stabilire quali rinnovamenti verrano considerati dai posteri come significativi documenti d’espressione artistica, e quali mera ricerca di futile provocazione, d’immotivato esibizionismo. E’ altrettanto vero, che in arte, è il “gusto” l’unico canone di giudizio, per definizione soggettivo e personale, malgrado il tempo, col suo trascorrere ineluttabile, sia alla lunga l’unico giudice di ciò che può considerarsi arte, e partanto raggiunge il suo valore immortale, e tutto il resto, che inevitabilemente si perde nei flutti dell’oblio.Il che è un po’ come dire che di notte tutte le vacche sono nere, e che chi vive la società gestante le nuove forme d’arte, e i relativi rinnovamenti e stravolgimenti dei canoni precedenti, ha ben pochi mezzi per giudicare quanto vi sia di inutile e provocatorio, e quanto dell’immensa produzione moderna, diventerà invece significativo per le successive generazioni. Quel che è sicuro è il valore dell’equazione iniziale, secondo la quale l’arte è il riflesso del mondo in cui viviamo: in entrambi i casi è difficile farsi un’idea oggettiva fin quando ci si trova all'interno. Eppure dati evidenti dell'epoca moderna sembrano essere l’annichilimento spirituale e il declino dei valori fondamentali, la mancanza di stimoli costruttivi e l’assuefazione agli stimoli visivi, data dal continuo bombardamento mediatico conseguente alla pressante espansione dei mezzi di comunicazione di massa. Ne deriva, nell’ossessiva ricerca dell’inedito, la tendenza a mostrare in modo sempre più crudo ciò che fino ad oggi è rimasto, nell’arte, degli antichi tabù: l’orrido, il macabro, in rappresentazione del sentimento di decadenza interiore del ventunesimo secolo, molto vicino a quello probabilmente verificatosi nel Medioevo. Si ricerca altresì quasi compulsivamente, qualcosa che ancora possa stupire ed emozionare il moderno uomo-macchina, circondando, per la prima volta, l’osservatore con l’opera d’arte, tramite installazioni. Ma soprattutto, in un’epoca in cui tutto è permeato dal consumismo, i mezzi espressivi, una volta appannaggio dell’artista, divengono facilmente mezzo comunicativo pubblicitario, atto ad attrarre l’acquirente, solleticare la sua sfera emotiva e spingerlo quasi subliminalmente, a seguire moduli comportamentali precostituiti.
Shamain ha plasmato una nuova Ombra in data 03/05/2008 00:35 Sussurratemi i vostri commenti (15) ... Riferimenti: pensieri, arte, societÃ
E' piuttosto tardi ma, stanco, ho deciso di mettermi lo stesso davanti a questa tastiera, nel solo tentativo di dar forma ai miei pensieri. Sono tanti, tantissimi, che s'affollano e brulicano nel crogiolo della mia testa dolente. Ho ricevuto diversi lunghi commenti al precedente post, il quale non avrei reputato capace di attirare attenzione, se non ai soliti fini di autoconsolatorio-altrui-biasimo-borghese. Sto invece rivalutando..
Da una parte leggo ancora la presenza di persone con cui sento una forte corrispondenza, seppure disillusa in termini di conoscenza virtuale, che forse un po' per affetto, ma soprattutto per intelligenza e sensibilità che le caratterizzano, evitano le paternali e si soffermano in riflessioni profonde, andando oltre "La Sbronza" per leggere un po' il fondo di caffé celato nella narrazione, in conferma della stima e del rispetto che ho per loro. Di questo ringrazio di cuore, e coloro a cui mi sto riferendo lo capiranno.
In secondo luogo rivaluto l'accaduto. Succede che a volte la vita sembra rallentare il proprio corso e pietrificarsi in stagnanti acquitrini in cui è sempre la solita minestra e rinfrescarti i piedi. Il blocco delle proprie attrattive si rende sempre più palese e opprimente, si sente il bisogno del cambiamento quasi fosse insulina, e tu il diabetico affamato. Sfiducia, mancanza di stimoli, l'annichilimento della capacità di "sentire", o come l'ho chiamato spesso io: Impietrimento.
In verità, il più delle volte invidio fortemente chi è così bravo da accontentarsi e non sente mai questa oppressione dell'anima, chi riesce a crogiolarsi gioiosamente nel proprio mondo apparente e a dirsi felice di ciò che è, di ciò che possiede. Non è un mondo felice, ciò che desideriamo tutti? Ognuno ama definirsi una persona felice, ovviamente, ma se a ognuno si chiedesse subito dopo: "dunque non vorresti qualcosa di più?"; "non c'è proprio niente che vorresti cambiare, migliorare?", "non c'è nient'altro che desideri, più di ciò che hai?" Quanti.. quanti oserebbero rispondere un secco "NO!" senza un tremito della voce? Ecco ciò che mi fa ridere, e al tempo stesso mi rattrista. Ecco quello che ho ammesso a me stesso grazie a una sbronza. Io non sono felice. Voglio di più, voglio essere migliore, più onesto con me stesso e con gli altri, scrollarmi di dosso questa maledetta ipocrisia del SORRISO A TUTTI I COSTI, del CHI S'ACCONTENTA GODE. Ragazzi, basta raccontarci buffonate, basta voltare la faccia. Rendersi conto dei propri limiti è l'unico modo per superarli, ammettere la propria tristezza può essere una felicità inaudita, perchè vi germina la speranza, e quella forza vitale che è rabbia, è passione, è creatività, è volontà!
E' così strano che solo in queste tenebre io trovi piacere? Ho sempre odiato gli edulcoranti fasulli, quelli che ci spacciano per valori irrinunciabili, che poi non sono altro che gli ammorbanti cliché di sempre, il sorriso splendente di una marca di dentifrici, la famiglia felice Mulino Bianco, le automobili che ci fanno passare oggi come nuovo concetto d'arte, oggi come prolungamento del pene, gran simbolo di virilità e potenza, il pensiero benpensante, quello costruito con le ossa di chi non [ben]pensava come loro, sui cimiteri e sulle fosse senza nome, ma IN NOME di qualcuno che comunque non sente, non s'offende mai.. E questa è la vostra luce? Questa la gloria, questo dovrebbe essere il mio credo? Questa luce guida la mano dell'uomo d'oggi? No, non esiste più l'UOMO, ma il CONSUMATORE, e se le mie tenebre sono il nascondiglio da tutto questo, io con orgoglio coltiverò le loro profondità, le renderò più scure e impenetrabili. Con orgoglio mi nasconderò! Con presunzione, da ciò che non è degno di toccarmi con lo sguardo.
Se la sobrietà, la compostezza, la conformità a tutti i valori imposti e assimilati senza mai chiedersi il perché, sono il senso del senno che dovrei accettare, dei modi che dovrei avere, dell'uomo che dovrei essere, scelgo l'ebbrezza (anche se mi costerà un cartello fuori da un locale con la foto mia e di un cane e la scritta "NOI NON POSSIAMO ENTRARE") ogni giorno della mia vita cambierò qualcosa, piangerò senza motivo, dirò la prima cosa che mi viene in mente solo per studiare le reazioni, riderò fino al soffocamento per una cazzata senza curarmi di far troppo rumore e berrò sino allo stremo solo perché ne ho voglia, solo perché ogni giorno non si ripeta uguale all'altro, solo per ridere senza un motivo, solo per riscoprirmi idiota sotto una maschera saccente. Sarò reputato pazzo, ma ogni volta che riderò o piangerò senza un motivo apparente, ricordate che in realtà io sarò il saggio che ride di voi, che piange per voi. Questo pazzo vuole VIVERE, ma non vuole invecchiare, vuole ridere e piangere per sempre, e sempre amerà la morte più della vita, perché ardentemente vuole, e ama tutto ciò che il suo occhio ancora non può abbracciare.
E se dopo aver letto queste parole a qualcuno venisse in mente di giudicare alla leggera, ci pensi.. Perché è tanto certo che riderei di lui, quanto è certo il contrappasso. Mi auguro che la comprensione un giorno surclasserà l'irrefrenabile impulso umano di fare di ogni divergenza una sentenza.
Shamain ha plasmato una nuova Ombra in data 02/05/2008 04:21 Sussurratemi i vostri commenti (5) ... Riferimenti: pensieri, lamenti, demoni
Ultimamente ho un po' abbandonato questo mio blog. Ne sono dispiaciuto.. Lo reputo un grandioso strumento di comunicazione; tramite questo pretesto ho potuto conoscere molte persone simili e dissimili a me. Alcune mi sono metaforicamente entrate dentro, mi hanno conosciuto, e mentre mi raccontavo loro, scoprivo qualcosa in più su di me. Così tante sarei felice di conoscerle di persona, e m chiedo se in fondo l'impossibilità di mettere in pratica, non sia poi una fortuna. Guardo i rapporti con gli altri, quelli che mi si presentano tutti i giorni.. falsi, scontati, di routine. E' un paradosso che il fatto stesso di nascondersi dietro uno schermo renda sinceri, togliendo le inibizioni, che faccia venire voglia di raccontarsi, senza necessariamente sentirsi nudi e vulnerabili, subito dopo. Sarà che basta staccare la spina? Non importa.. sarà bene? sarà male? Chi se ne frega.. Sempre meglio di niente.
Sabato ho perso il controllo, mi sono ubriacato come una merda e mi son messo a dare spettacolo.. tralasciando i dettagli più osé, mi è capitata una cosa mai sperimentata prima, una specie di fase successiva dell'ubriacatura.. Passi cominciare a sparare una marea di cazzate; le gare a chi si scola più bicchieri (ho vinto io); giocare a "obbligo, verità, paragone" (o come diavolo si chiama), tra domande crudeli, una risata ed un riversamento di bile; passi il balletto i perizoma come penitenza (con relativi apprezzamenti sulle mie chiappe); passino tutto il resto e pure le cose che non mi ricordo.. ma per la prima volta ho sperimentato una fase depressiva sconosciuta. Si arriva al locale designato e sono preso da un irrefrenabile impulso comunicativo.. chi ti trovo, ovviamente, se non il gestore del locale con sua moglie? Comincio a non contare più le figure di merda, malgrado non riesca più bene ad articolare le parole, sono più che lucido e chiedo di non fare caso al fatto che sono ubriaco e scambio una parola per un altra, inverto le sillabe, ecc. Il tizio mi offre il caffé, io ringrazio e vorrei ricambiare, credo che lui prenda un Jack Daniel's, mentre io m rendo conto che il mio portafogli e in mani amiche, ma che son da solo e non ho idea di come pagare. Scolo il caffé amaro e comincio a sparare una marea di coglionate che non riesco più a mettere a fuoco, ma un'idea mi si fa strada nella testa. Sono al bancone di un bar, ubriaco fradicio, rompendo i coglioni a tutti quelli che ci lavorano, compresi i camerieri. Non sono aggressivo, mai stato, semplicemente mi rendo ridicolo barcollando e chiedendo scusa per il mio essere in quelle condizioni. In genere io sto dall'altra parte del banco, sono lucido, sono professionale. Guardo dall'alto in basso i disgraziato che vengono a chiedermi un bicchiere, sorrido e li assecondo in ogni puttanata che riversano sul banco, disprezzandoli nel profondo, da dietro la mia maschera. Mi sento migliore, ho motivo di sentirmi tale. Ma non adesso. Adesso sono io il disgraziato che sta facendo due palle così a chi è lì per guadagnarsi il pane.. Strano come mi vengano in testa dante e il contrappasso, e come tutt'a un tratto mi sento catapultato all'inferno. La figlia del gestore mi guarda da dietro il bancone, è una ragazzina splendida. Non si tratta di estetica, ma desta in me una sorta di ammirazione, in quello stato etilico, che rende in me ogni sensazione esasperata, esasperante. Le chiedo dove studia, mi dice all'Istituto d'Arte, la stessa scuola che ho fatto io. Devo avere lo stesso sguardo malato delle persone che ogni giorno faccio del mio meglio per sopportare quando sono a lavoro, perché mi guarda come io guarderei loro, e mi fa sentire ferito. Le dico che la trovo bella.. Non sono in grado di spiegarle che non è quello che potrebbe sembrare, e poi un sasso mi cade dentro il cuore e ne sgorga il rancore in schizzi amari. <<Stai attenta, finché sei in tempo, perchè adesso sei protetta, ma finirai di studiare, e ti renderai conto che nel mondo non c'è spazio per l'arte. Non c'è spazio.>>
La incollo a me con lo sguardo, mi risponde qualcosa che non capisco, ma capisco bene che le sto rompendo le scatole. <<Lascia stare, sono solo un ubriaco.>>
Con tutta la gentilezza di cui è capace, mi fa notare che deve continuare a lavorare e scappa via. Tre ragazzi dietro il banco si sono accatastati come birilli, parlottano, ci parlo, ma non ricordo cosa gli dico. Sembrano proprio tre birilli e mi fan venire voglia di giocare a bowling. Finalmente qualcuno mi trascina via di peso, mentre mi faccio schifo, mentre riverso su me stesso il mio biasimo di mille giorni in cui sopportavo. Fuori mi rannicchio in un angolo, in lacrime.. E' come se la mia vita si stesse accartocciando e mi si stesse per sgretolare addosso. Capisco solo che il gestore è tornato a dirci che non possiamo più rientrare in quelle condizioni.. questo perché qualcuno dei miei gli ha vomitato per tutto il locale, immagino, mentre io mi slanciavo in ardite conferenze da ubriaco. Dobbiamo tornare a casa, devo dormire, c'è da camminare. Vorrei solo potermi riscattare, tornare dentro e ordinare un caffé come una persona sobria, neturalmente me lo impediscono e mi trascinano via, mi incazzo, dico:
<<Non voglio andare a casa, non voglio dormire, o domani ricomincerà tutto da capo, ricomincia questa vita di merda.>>
E in quell'esatto istante mi rendo conto che in tutta la mia vita non sono mai stato più sincero di così, che dovevo ubriacarmi per urlare che mi fa schifo questa vita, per avere il coraggio di chiedere un abbraccio, per aggredire qualcuno senza inghiottire il veleno, e subito dopo riderne entrambi. Per un giorno intero mi son fatto schifo, non ho detto una parola, covandomi nello stomaco la sgradevole sensazione di essere stato per una sera il rifiuto umano che ho sempre disapprovato, ogni volta che mi confrontavo con tutti quegli sguardi annebbiati, quei miasmi alcolici, quell'instupidimento. Ed è vero, è tutto finito e tutto è ricominciato, questa mia vita di merda, che eppure mi è più necessaria del cibo. Questo indossare la maschera della persona per bene. Ora so che non è così, che non sono superiore, che mento a me stesso ogni volta che mi dico di essere felice.. Non sono felice, non sono perfetto, non sono neppure buono. Sono un essere umano. Che ha voglia di smettere di fingere. E ci voleva un viaggio dentro la totale idiozia per riuscire a realizzarlo.
Scusate questo post insensato.. Vi ho avvertito che era merda.. :)
Oggi una conversazione in messenger con un amico mi ha dato modo di mettere per iscritto ciò che penso su tutte le recenti polemiche rispetto alla famigerata legge 194/78 sull'aborto (TROVI LA LEGGE QUI). Non nascondo la mia disistima per Giuliano Ferrara, tuttavia mi esimerò dalle battutacce e dagli insulti, nel rispetto di differenti opinioni, e vi propongo brevemente ciò che penso. Sarei felice di leggere diversi punti di vista, ma prima di farlo vi prego di leggere la legge, perlomeno i primi articoli (1-8).
"1) L'aborto c'è sempre stato e sempre ci sarà, legalmente o meno. Fatto sta che avendolo inserito in una normativa, si prevengono i rischi sanitari che comporterebbe effettuandolo in un luogo non attrezzato, per mano di un non-medico, tra cui il pericolo di vita della gestante.
2) La maggior parte degli aborti si verificano per senso di incapacità della donna di gestire la sua maternità, anche economicamente (nel testo della 194 si parla, infatti, di 'pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito'), e ciò avviene in troppi casi perchè, quando l'uomo viene a conoscenza di una gravidanza indesiderata, SCAPPA, lasciandola sola nella disperazione e nella paura. Qui l'aborto viene visto come unica soluzione possibile per evitare la "distruzione" della propria vita.
3) La legge sull'aborto, a quanto mi risulta, non si applica arbitrariamente a chiunque voglia liberarsi del bambino, ma è particolarmente indirizzata ai casi in cui quel bambino corra il rischio di nascere in precarie condizioni di salute, o con malformazioni, o comunque tutte quelle circostanze che non gli permetterebbero una vita sana e felice, o qualora la sua nascita metta in serio pericolo la vita della madre. Personalmente non vorrei nascere, se sapessi di nascere deforme, oppure di avere una vita breve fatta solo di sofferenza. Non so gli altri...
4) L'uomo non deve permettersi di imporre una legge all'universo femminile, poiché non conosce ciò di cui sta parlando. E' una scelta che devono fare le donne. Una vita che nasce non può essere solo un fatto fisiologico; nasce anche e soprattutto dall'amore e dalla volontà di una madre che DESIDERA avere un figlio. Non vorrei nascere da una madre che non mi desidera. Avrei tutta una vita davanti per rendermi conto di quanto questo possa essere orribile.
5) Mi dici anche che l'uomo ha diritto di legiferare in questo campo in virtù della sua peternità. Mi dici che la donna è libera di abortire a prescindere dalla volontà del padre, cosa che io non credo legale. Non credo neanche che se un uomo dicesse alla sua donna di volere il bambino, le assicurasse protezione e vicinanza, esista una madre tanto degenerata da abortire comunque, ma se così fosse, è sicuro che lui avrebbe dovuto accorgersene un po' prima!
Per il resto non si mette in dubbio che i contraccettivi esistano e vadano usati, per evitare gravidanze indesiderate, non siamo bambini, ma naturalmente c'è sempre quell'incognita chiamata imprevisto."
Naturalmente questo è uno stralcio di conversazione cui mancano le battute da cui è scaturita, nonché l'epilogo, e scritto in forma colloquiale. Ovviamente l'argomento andrebbe trattato in tutta la sua vastità, a partire dalle cause che spingono una donna alla scelta di abortire.
- pericolo per la salute fisica o psichica della gestante
- stato di salute
- condizioni economiche, sociali o familiari
- circostanze in cui è avvenuto il concepimento
- previsioni di anomalie o malformazioni del concepito
Una vita potenziale deve mettere in pericolo una vita già attiva e formata? E' giusto far nascere un figlio condannato al dolore, se lo si può evitare? Inoltre: "in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale". E' un dato istat.
Tu prova a trasmettere tutta questa positività e l'entusiasmo di avere un figlio a una donna violentata che voglia abortire il frutto del suo stupro. Pensando anche che ogni giorno, vedendo crescere suo figlio, avrebbe davanti qualcosa di lui che le ricorderebbe l'orrore che ha vissuto, come se solo la memoria non fosse già una condanna abbastanza dura da portarsi dietro per una vita intera.
Maschi, voi ve la sentite di scegliere per loro tutti?
Ha fatto scalpore, in queste settimane, la notizia della nascita, l'11 marzo in India, di Lali, una bambina affetta da "duplicazione craniofacciale". Praticamente la bambina è nata con due facce sullo stesso capo, disposte a circa 90° l'una rispetto all'altra. L'evento ha immediatamente fatto il giro del mondo, e nel paese natale della bimba è cominciato il pellegrinaggio per vedere, toccare, pregare, la bambina a due facce, considerata la reincarnazione di Ganesh, oppure di Durga, dea del valore.
Sono rimasto incredibilmente colpito da questa notizia. La società occidentale ha visto in tutto ciò soltanto la superstizione di un paese sottosviluppato... In me ha invece evocato malinconiche considerazioni sulla NOSTRA, sottosviluppata società. I genitori, a tre settimane dalla nascita, rifiutano di sottoporre la bambina a tutte le analisi e gli esami necessari ad accertarsi che non corra pericoli di salute, cosa di cui non entro in merito, ma ciò che più mi ha colpito sono state le affermazioni dei giovani genitori: «All'inizio ho avuto un po' di paura, ma ora nostra figlia mangia e respira normalmente». I genitori dicono che è un «dono di Dio».
Non è incredibile? Una bambina nasce con due facce in India, un paese in via di sviluppo, e i suoi genitori la trovano un dono divino, rifiutando di sottoporla a rischiose e dolorose operazioni chirurgiche per renderle un aspetto "normale"; la sua gente la crede una Dea, un miracolo e la venera come tale; a sole tre settimane di vita è una celebrità.
E se fosse nata in Italia? Cottolengo???
Bisogna andare in India per trovare una società in cui la diversità è ancora reputata un valore, e non una minaccia? Dove l'anomalia è un dono e non motivo di repulsione o denigrazione, o di isolamento sociale? E' orribile lo stato di omologazione forzata che viviamo, di insicurezza verso noi stessi e la società che ci ingloba tutti, con la quale si risponde con cinismo, violenza e intolleranza. Vorrei vivere in un posto così, dove la spiritualità è davvero un valore umano. La diversità un tempo generò i miti e le leggende, le differenze fisiche erano considerate segni particolari e manifestazioni di Dio e della natura (che poi sono la stessa cosa). Oggi, qui, tutto ci terrorizza, il mondo ci strozza e ci impone i suoi canoni da rispettare, i suoi limiti, i suoi modelli e fotomodelli da imitare, le correnti di pensiero da seguire, e ci insegnano che la bellezza sta soltanto nella forma, quando invece, non riesco a immaginare una bellezza più grande della libertà e dell'amore malgrado tutto.. Malgrado anche due facce..
Vi presento Endemione, per gli amici Demi.. Da oggi comincia la mia battaglia per tenerlo.
E' la cosa più bella che mi sia capitata quasi dagli ultimi due anni.
Shamain ha plasmato una nuova Ombra in data 03/04/2008 13:12 Sussurratemi i vostri commenti (15) ... Riferimenti: amore, gatti, fotografia
"Non sono io quel medesimo che altra volta si librava su un mare di sentimento, che vedeva a ogni passo nascere un paradiso, che aveva un cuore capace di stringere con amore tutto un universo?
E ora questo cuore è morto, estasi non ne sorgono più, i miei occhi sono asciutti, e il mio intimo, non più confortato da lacrime ristoratrici, mi contrae penosamente la fronte. Io soffro molto, perchè ho perduto ciò ch'era la sola voluttà della mia vita, la santa forza animatrice con cui cercavo mondi intorno a me. Essa non è più."
"Padre! ch'io non conosco. Padre! che altra volta mi empivi tutta l'anima e adesso hai distolto la tua faccia da me! chiamami a te, non restar muto ancora! il tuo silenzio non tratterrà quest'anima che ha sete."
Ricevuto da: imperfect con questa motivazione: "mi piace il tuo pensiero, mi piace la tua mente..." elisabetha con questa motivazione: "ti do questo premio perche SAI scrivere, sai trattare argomenti di ogni sorta con disinvoltura, sai farmi venir voglia di rileggere ogni tua parola, ogni volta con una sensazione diversa, e mai negativa." PearlTear con questa motivazione: "Per te, che con i tuoi scritti, unici, sai trasmettere la tua vera essenza; anima sensibile, sai essere anche spregiudicato, utilizzando toni aspri, se necessario.
E' questo ciò che mi piace."